20/11/2009

TRADIZIONE(ciack)AZIONE

Tradizione in azione coi fratelli Scuotto

di Federica Arfè

La forza di un’idea si intuisce dalla profondità che è capace di imprimere lungo il proprio passaggio. Un’idea passa, trascorre, si ferma e riprende a camminare seminando dietro di sé briciole di pane per sfamare le bocche avide di nutrimento spirituale. “La Scarabattola” dei fratelli Scuotto muove e promuove il concetto fondamentale di un’identità classica, napoletana, legata alla realizzazione dei pastori secondo canoni desunti dall’artigianato settecentesco, ma inscritta nello spazio nuovo e credibile della contemporaneità, intesa come re-invenzione della tradizione. “Mostro il Diavolo”, “Pulcinellarifavola” e “Il Mondo Sospeso”, mostre organizzate dal laboratorio tra il 2003 e il 2005 hanno segnato solchi profondi nel percorso tracciato da un’idea in cui arte e artigianato si confondono a tal punto da non riuscire a capire dove finisce l’idea e comincia la sua realizzazione. Dopo il 2005 silenzio. “La Scarabattola” decide di interrompere con un taglio netto il suo percorso, paventando il rischio di un’assuefazione, di un’abitudine a cui i napoletani cedono facilmente se destinatari privilegiati di un beneficio a titolo gratuito. I fratelli Scuotto attendono l’occasione giusta per ripartire, tastando il polso della città dormiente. Finalmente il momento propizio arriva. E con esso la mostra “Tradizione in azione - un percorso d’arte tra tradizione e contemporaneità” allestita negli spazi del Complesso museale di San Lorenzo Maggiore fino al 18 gennaio 2009. Un’antologica su 13 anni di attività, che scuote dal sonno profondo e ridesta al sogno, al viaggio onirico tra presente e futuro. Nel chiostro della basilica angioina, avvolto da un’atmosfera magicamente delicata quasi impalpabile, Pulcinella disteso su una luna gigante sospesa sul pozzo che ne riflette l’immagine, accoglie il visitatore, preannunciando un itinerario che pezzo per pezzo ricucirà i rapporti tra ciò che è stato e ciò che è. Nella sala capitolare si avverte dirompente il suono del messaggio. L’ispirazione tratta dall’inestimabile sapere di Roberto De Simone per opere come “Mamma Sirena” e “Maria ‘a Manilonga” rappresentano l’intestazione del linguaggio popolare, della tradizione che tutto radica. Il gruppo di Monaci Carmelitani in processione codifica il culto delle anime pezzentelle e riempie di significato la presenza del mendicante nel presepe napoletano, che come le anime del purgatorio chiede un obolo per la salvezza. Il “Femminello” e “Ciruzzo lo scugnizzo nero” traghettano lungo le sponde della diversità che colora e sostanzia una realtà altrimenti monocorde. Discendono dai Quartieri Spagnoli per il tradizionale pellegrinaggio a Montevergine e dal mondo nero della seconda guerra mondiale per approdare in attesa di giudizio al tribunale di una società moderna che giudica, ma non accetta. I “Demoni”, inattesi ospiti di un complesso religioso, dal centro della sala sfidano chi osa guardarli a lungo per esorcizzarne il male. È la loro presenza a fare da detonatore al male. La mostra esercita uno strano senso di protezione, dovuto al racconto universale in cui è facile riconoscere tappe del proprio vissuto, che si affranca dalle mani rassicuranti della tradizione per accedere all’incertezza della contemporaneità condivisa da tutti ed interpretata attraverso potenti opere d’arte dai fratelli Scuotto. Ed è senza dubbio potente la trasfigurazione del “Cristo allo Specchio” colto nella sua dimensione salvifica corporea e quindi tangibile, ma allo stesso tempo spirituale ed inconoscibile attraverso gli strumenti dell’esperienza. La scelta di rappresentare la maschera dei napoletani come il Cristo Velato del Principe di Sansevero con “la Deposizione di Pulcinella”, è l’apoteosi dell’idea. La conoscenza celata da un velo non è altro che l’essenza di un popolo ambiguo, bianco e nero, puro e contaminato. All’inaugurazione il pubblico è accolto da Luciano Scateni e da Raffaele e Salvatore Scuotto. L’atmosfera ovattata del chiostro si spezza al passaggio della gente. Inizia una festa di ricordi, riconoscimento della bellezza che scivola tra tradizione ed innovazione senza mai sbandare. Marzio Onorato, Lucio Allocca e Federico Salvatore figurano tra gli ospiti d’eccezione. Sotto i porticati del chiostro La stanza del Gusto, Gay Odin, Scaturchio, Sorbillo e la Città del Gusto del Gambero Rosso offrono assaggi di prodotti tipici della cucina partenopea, mentre la musica popolare di Marcello Colasurdo e dei Damadakà scandisce i tempi di una serata ammantata di magia. Le idee dei fratelli Scuotto con la mostra “Tradizione in azione” hanno ripreso il loro cammino sulle gambe di demoni e Santi, di personaggi reali e popolari nati nella fucina ardente della tradizione o nella sorprendente fantasia della realtà, affidando ad un Pulcinella rinato dalle sue stesse ceneri il compito di guardare in fondo al pozzo per cercare la luna e trovare se stesso.

Da il Roma del venerdì 20 novembre 2009

 

Dal Corriere del mezzogiorno.it

 

Se il Cristo Velato ha il volto di Pulcinella:
Scarabattola antologica a San Lorenzo

 

I fratelli Scuotto coniugano la tradizione presepiale con l'arte contemporanea e offrono il loro «best» nel chiostro

NAPOLI - Per comprendere in pieno la magia dell'arte dei fratelli Scuotto, titolari della bottega La Scarabattola in via dei Tribunali a Napoli, basta pensare che nella nuova mostra allestita nel chiostro della chiesa di San Lorenzo Maggiore (visitabile fino al 10 gennaio) sono presenti opere che farebbero storcere il naso a qualsiasi ordine ecclesiastico. Non solo le statuine dei diavoli, ma soprattutto un Cristo affisso su uno specchio che si stacca dalla propria croce per volare in alto.

Il pregio delle opere dei fratelli Scuotto, la cura dei particolari e l'idea che s'incarna in rappresentazioni degne del miglior presepe del '700 (strizzando l'occhio al contemporaneo), hanno fatto sì che anche i frati francescani restassero estasiati concedendo spazi a quella che è la prima antologica della Scarabattola dal 1996.

in mostra a napoli fino al 10 gennaio

Se il Cristo Velato ha il volto di Pulcinella:
Scarabattola antologica a San Lorenzo

I fratelli Scuotto coniugano la tradizione presepiale con l'arte contemporanea e offrono il loro «best» nel chiostro

NAPOLI - Per comprendere in pieno la magia dell'arte dei fratelli Scuotto, titolari della bottega La Scarabattola in via dei Tribunali a Napoli, basta pensare che nella nuova mostra allestita nel chiostro della chiesa di San Lorenzo Maggiore (visitabile fino al 10 gennaio) sono presenti opere che farebbero storcere il naso a qualsiasi ordine ecclesiastico. Non solo le statuine dei diavoli, ma soprattutto un Cristo affisso su uno specchio che si stacca dalla propria croce per volare in alto.

Il pregio delle opere dei fratelli Scuotto, la cura dei particolari e l'idea che s'incarna in rappresentazioni degne del miglior presepe del '700 (strizzando l'occhio al contemporaneo), hanno fatto sì che anche i frati francescani restassero estasiati concedendo spazi a quella che è la prima antologica della Scarabattola dal 1996.

«Tradizione in azione» è il titolo appropriato di questa mostra che espone il meglio del repertorio Scuotto, attinto dalle precedenti esposizioni «Mostra il diavolo», «Pulcinellarifavola» e «Il mondo sospeso». Nel cuore più antico di Napoli (nei pressi di San Lorenzo Maggiore sorgeva l'agorà greca) i visitatori rimarranno incantati nel veder scorrere sotto ai loro occhi la magia di manufatti come «Il grande capitone su meridiana» o il Cristo Velato della Cappella Sansevero col volto di Pulcinella, personaggio universale ed eterno che fin dall'ingresso accoglie il pubblico col suo faccione impresso su una luna appesa sul pozzo del chiostro. Gli affreschi e l'atmosfera di San Lorenzo fanno il resto, in un contrasto tra la religiosità del luogo e l'onirica leggenda delle favole di Roberto De Simone messe in scena dagli Scuotto, come «Maria 'a manilonga» che rapisce i bambini imprudenti.

Scrive il critico Luca Beatrice: «I fratelli Scuotto si possono considerare eredi originali della transavanguardia, nella modalità di un amabile virtuosismo manuale e di uno spirito giocoso che si contrappone al rigore minimalista e concettuale dell'arte povera. Se Jeff Koons o Damien Hirst delegano, i fratelli Scuotto realizzano». Visitare per credere.

Marco Perillo
20 novembre 2009

 


14/11/2009

UN BUGIARDO NON PUO' SBUGIARDARE NESSUNO!

Saviano, appello al premier
"Ritiri quella norma"

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è¨ mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà  più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO

 

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11/11/2009

COUNTDOWN-Tradizione in Azione.Fratelli Scuotto in mostra dal 18 novembre 2009 al 18 gennaio 2010-Napoli,Complesso Monumentale di San Lorenzo.(Foto di F.Rinaldi e S.Siano)

La tradizione?
Sulla questione, l´arte può dare il suo contributo nella sincerità delle sue rappresentazioni. Essa ha quasi l´obbligo di dare forma ai segni ed i simboli della tradizione cercando di renderla vivida e fruibile nel tempo, tenendo conto dei cambiamenti della nostra identità nel susseguirsi dei periodi storici.

E se questo è il suo compito allora la rappresentazione artistica deve rifuggire dalla dogmatica conservazione di forme e contenuti prive di interpretazioni.
La tradizione, o meglio la sua interpretazione, resta il punto di partenza per approdare a nuove forme espressive. Questa è la formula magica verso la quale il laboratorio d´arte dei fratelli Scuotto orienta il suo lavoro quotidiano da più di tredici anni. Un collettivo più che l´esaltazione della personalità dell´artista, un gruppo di "artefici" che intende riqualificare il valore della bottega d´arte spesso intesa come un luogo polveroso frequentato da artigiani senza idee.
Tradizione in Azione è la messa in mostra delle tante possibilità concesse da un approccio non pregiudizievole con la tradizione. Una sorta di antologica espressa in un linguaggio artistico libero come l´arte deve essere, sempre. Non è un caso la scelta di un luogo perfetto come il Complesso Monumentale di San Lorenzo, i cui spazi amplificano le suggestioni delle opere. Queste sono intrise di una contemporaneità accorta che traduce in cifra universale il valore del segno locale. Mai banale e quasi illuminante quando, dallo studio attento del nostro passato, riesce a costruire opere di inaspettata modernità. Come conferma il lusinghiero contributo critico che Luca Beatrice ha dedicato alle recenti escursioni sull´arte contemporanea della bottega.
Gli spazi mistici del complesso di San Lorenzo Maggiore interagiscono felicemente con le opere esposte. Come per i Demoni, derisi nei loro aspetti più malvagi e resi innocui dal principio che è sempre quello invisibile il nemico peggiore. O come per Il Grande Capitone su Meridiana, che ci spiega come i nostri progenitori esorcizzavano le paure dell´inverno con rituali ritenuti magici, quale appunto il tagliare in pezzi l´anguilla di mare, per arrestare la linearità del tempo.

Contenuti antichi in forme contemporanee in un entusiasmante gioco con la dimensione spazio-temporale, con l´antico ed il moderno e con la compresenza degli opposti, il sacro ed il profano, il bene ed il male. La luce del Bambino che nasce e la "dark side of the moon" della Luna nel Pozzo. Pulcinella è in scena come ortodossa maschera di napoletanità ed anche come emblema del cambiamento. Anche se questo gli costerà la vita nell´allusione tangibile che fa il suo Mausoleo introdotto da schiere d´uova e teschi di rimando ai nostri ossari e, allo stesso tempo, a rappresentazioni artistiche di recente memoria che hanno "decorato" la nostra città. E poi il riflesso, quello del pozzo vero e splendido del cortile di San Lorenzo che trova una sua eco in miniatura nell´opera Maria `a Manilonga, che rapisce i bambini imprudenti. Ancora il riflesso, sacro questa volta, che completa la figura del Cristo allo specchio cercando di rappresentarne l´intangibilità dello spirito, la parte divina.

Salvatore Scuotto

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