12/06/2010

VERITA' IMBAVAGLIATA

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Fotografia di Cesare Abbate.

Da Repubblica:

DDL INTERCETTAZIONI

Ecco perché bisogna fermarla

di ROBERTO SAVIANO


La Legge bavaglio non è una legge che difende la privacy del cittadino, al contrario, è una legge che difende la privacy del potere. Non intesa come privacy degli uomini di potere, ma dei loro affari, anzi malaffari. Quando si discute di intercettazioni bisogna sempre affidarsi ad una premessa naturale quanto necessaria. La privacy è sacra, è uno dei pilastri del diritto e della convivenza civile.
Ma qui non siamo di fronte a una legge che difende la riservatezza delle persone, i loro dialoghi, il loro intimo comunicare. Questa legge risponde al meccanismo mediatico che conosce come funziona l'informazione e soprattutto l'informazione in Italia. Pubblicare le intercettazioni soltanto quando c'è il rinvio a giudizio genera un enorme vuoto che riguarda proprio quel segmento di informazioni che non può essere reso di dominio pubblico. Questo sembra essere il vero obiettivo: impedire alla stampa, nell'immediato, di usare quei dati che poi, a distanza di tempo, non avrebbe più senso pubblicare. In questo modo le informazioni veicolate rimarranno sempre monche, smozzicate, incomprensibili. L'obiettivo è impedire il racconto di ciò che accade, mascherando questo con l'interesse di tutelare la privacy dei cittadini.

Chiunque ha una esperienza anche minima nei meccanismi di intercettazione nel mondo della criminalità organizzata sa che vengono registrati centinaia di dettagli, storie di tradimenti, inutili al fine dell'inchiesta e nulle per la pubblicazione. Il terrore che ha il potere politico e imprenditoriale è quello di vedere pubblicati invece elementi che in poche battute permettono di dimostrare come si costruisce il meccanismo del potere. Non solo come si configura un reato. Per esempio l'inchiesta del dicembre 2007 che portò alla famosa intercettazione di Berlusconi con Saccà ha visto una quantità infinita di intercettazioni di dettagli privati, di cui in molti erano a conoscenza ma nessuna di queste è stata pubblicata oltre quelle necessarie per definire il contesto di uno scambio di favori tra politica e Rai.

La stessa maggioranza che approva un decreto che tronca la libertà di informazione in nome della difesa della privacy decide attraverso la Vigilanza Rai di pubblicare nei titoli di coda il compenso degli ospiti e dei conduttori. Sembra un gesto cristallino. E' il contrario. E non solo perché in una economia di mercato il compenso è determinato dal mercato e non da un calcolo etico. In questo modo i concorrenti della Rai sapranno quanto la Rai paga, quindi il meccanismo avvantaggerà le tv non di Stato. Mediaset potrà conoscere i compensi e regolarsi di conseguenza. Ma la straordinaria notizia che viene a controbilanciare quella assai tragica dell'approvazione della legge sulle intercettazioni è che il lettore, lo spettatore, quando comprende cosa sta accadendo diviene cittadino, ossia pretende di essere informato. Migliaia di persone sono indignate e impegnate a mostrare il loro dissenso, la volontà e la speranza di poter impedire che questa legge mutili per sempre il rapporto che c'è tra i giornali e i suoi lettori: la voglia di capire, conoscere, farsi un'opinione. Non vogliamo essere privati di ciò. Mandare messaggi ai giornali, mostrarsi imbavagliati, non sono gesti facili, scontati. Non sono gesti che permettono di sentirsi impegnati. Sono la premessa dell'impegno. L'intento d'azione è spesso l'azione stessa. Il dichiararsi non solo contrari in nome della possibilità di critica ma preoccupati che quello che sta accadendo distrugga uno strumento fondamentale per conoscere i fatti. La legge che imbavaglia, viene contrastata da migliaia di voci. Voci che dimostrano che non tutto è concluso, non tutto è determinabile dal palinsesto che viene dato agli italiani quotidianamente. Ogni persona che in questo momento prende parte a questa battaglia civile, sta permettendo di salvare il racconto del paese, di dare possibilità al giornalismo - e non agli sciacalli del ricatto - di resistere. In una parola sta difendendo la democrazia.

Commenti

Ciao Artista, e ben ritrovato. Purtroppo questo ddl intercettazioni è passato al Senato, tornerà alla Camera dove probabilmente diventerà legge. Così, ci ritroviamo come nel Cile di Pinochet, nella Spagna di Franco e nell'Italia di Mussolini. Ma l'Europa che fa, tace? Purtroppo molti non si rendono conto di quale sia il danno profondo che viene fatto alla Costituzione e alla libertà di tutto un popolo. Nel ddl sono coinvolti anche i blogger, questa è una parte della porcheria, eppure c'è chi continua a riflettere... e a sperare in Fini. E consente, con le sue continue riflessioni e speranze malriposte, che ci passino sopra i carriarmati e ci spiattellino definitivamente.
Roberto Saviano, ancorché ferocemente attaccato dai soliti noti, è una delle poche voci realmente libere che possono salvare questo paese dal disastro finale.
Mi sento piuttosto disperata, impotente e pessimista. Mi era accaduto raramente negli ultimi quarant'anni...
Un saluto e buona domenica da Angela

Scritto da: angela | 13/06/2010

X ANGELA:
Carissima Angela,amica mia,il tuo pessimismo è condiviso.Unica nota importante è che il "signor" Fini è stato smascherato alla prova del nove.Finalmente.Non ne potevo più di leggere parole di speranza in un fascista opportunista.Però ti dico pure che si è superato quel limite sopportabile,quella misura decente che impedisce una reazione.In questa palude acquista più senso e dà più orgoglio sentirsi diversi e lontani della massa bovina.Credimi,li vedo pascolare e mi fanno pena perchè sono rimasti vittima del loro stesso "signore".Uno che li ha sempre buggerati,manipolati,plagiati ed inculati.Solo per questo ha vinto lo slogan "rialzati Italia".Perchè li ha illusi di poter alzare la schiena mentre adesso li tiene tutti più "proni" di prima.Credimi Angela,l'Italia se lo merita questo mezzo uomo perchè è diventato un mezzo paese.Tutti piegati per essere all'altezza del condottiero.Un abbraccio forte.Intanto resistiamo a questa politica corrotta.La resistenza è la cosa più "onorevole" che c'è in Italia.In passato come adesso.

Scritto da: artista1969@v | 13/06/2010

purtroppo anche se verra' indito un referendum, non passera'. alla maggioranza degli italiani non frega nulla.

Scritto da: jahira | 13/06/2010

Ciao Salvatore e buona serata!! A differenza di te e spero possa farmi comprendere, siccome non ho fiducia nel "popolo" e nella forza dello stesso di "drizzare la schiena" veramente, come la realtà sta dimostrando, guardo a Fini ma non perché voglia ammirarlo... ma perché anche grazie a ciò che sta facendo, forse il DDL in questione avrà qualche difficoltà di discussione alla Camera!! Mi dispiace, Salvatore!! Immagino la tua delusione perché ho letto il tuo commento più sopra ed io sono tra coloro che hanno "valutato positivamente" ciò che lo stesso ha fatto, dal congresso PDL in poi e sono costretto a farlo perché il "popolo", nonostante tutto, non si sveglia!! Non c'è verso!! Sia nella vita reale che personalmente vivo sia qua nella rete... è questo che l'esperienza mi induce a pensare!! Le piazze, rimangono piene dei soliti volti!! Il resto, gira intorno apparentemente indifferente!! La "rivoluzione" che qualcuno auspica è ancora lontana, nonostante tutto e non so se arriverà mai quel momento!!

Mi spiace e so bene che molti non mi comprendono più!! Va bene lo stesso!! Spero di aver torto e che alla fine, abbiate ragione voi... perché significa che io ho sbagliato ma tutto sto cesso di società che ci sta intorno, crolla!!

Nel frattempo, però, rimane una manovra economica che strangola i soliti fessi, un attacco continuo alla Costituzione che non scandalizza nessuno, un attacco al mondo del lavoro che con Pomigliano comincia a far vedere il suo vero volto.... e tranne i soliti, seppur consistenti, centri di protesta di internet e qualche piazza d'Italia, il resto del Paese è come "assente", su un altro mondo, semmai molto più interessato al campionato mondiale di calcio!!

Ed allora, io ho scelto di guardare con attenzione alla politica, provare a capire cosa potrebbe combinare Fini e se lo stesso sarà in grado di creare quelle difficoltà che nè l'opposizione, nè la sinistra, nè i sindacati e neanche questo fottutissimo "popolo" sembrano capaci di fare!!

Magari, la fregatura alla fine la beccherò anche io... ma in qualcosa bisogna sperare!!

Intanto, mancano poche ore... e poi, capiremo che altro dovremo aspettarci, dopo Pomigliano!!

Serena settimana a te e ciao!

Scritto da: Carlo | 22/06/2010

A volte fatico a crederci, che siamo veramente messi così. Ma qualunque tentativo di evasione dalla realtà è inutile. Stiamo proprio rotolando verso il baratro.

Scritto da: . | 23/06/2010

Adesso, alla questione riguardante il ddl intercettazioni si sono affiancate due situazioni non meno preoccupanti. Allora, sarebbe forse necessario qualche sforzo di partecipazione e di analisi in più. Ci provo.
1. manovra economica
La discussione parlamentare si è sovrapposta a quella sul ddl intercettazioni poiché è evidente quanto sia prioritaria. E anche, quanto sia inadeguata a risolvere un qualsiasi problema, anche perché non prevede al suo interno alcun elemento che possa dare fiato al rilancio del paese, alla sua crescita. Leggo proprio oggi delle "spese sfondate" da parte della presidenza del consiglio - un miliardo e mezzo – di cui la ministra Brambilla è riuscita a spendere ventiquattro volte il suo bilancio preventivo, la ministra Carfagna cinque volte, Brunetta otto volte; la Protezione civile (Bertolaso) 141 milioni contro 63 previsti (+125%), e poi Giovanardi con le politiche antidroga (+43%) e perfino il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta ha aumentato del 54% le proprie spese. Ecco, questi dati "parlano da soli" sulla mancanza di volontà di ridurre la spesa pubblica governativa, un andazzo che con i governi di centrodestra ha sempre dato risultati del genere, anzi perfino peggiori di questi, specie se si considera il continuo lievitare del debito pubblico, cosa che non avveniva con i governi – purtroppo più brevi – del vituperato centrosinistra (anzi, quelli riuscivano a operarne riduzioni...). L'attuale manovra non fa altro che colpire ciò che invece riguarda i cittadini: scuola, sanità, pubblico impiego, ricerca, cultura in primo luogo. Soltanto la Cgil, con lo sciopero generale di ieri, ha fatto sentire la propria voce fortemente discorde rispetto alla linea che si va delineando, malgrado un'opposizione decisa (malgrado l'inferiorità numerica che nessuno tiene in considerazione) che con Di Pietro è arrivata anche all'ostruzionismo. Anche sul piano sindacale occorrerebbero dei distinguo e non stupidissimi esercizi di qualunquismo, evidenti quando si buttano nel cesso tutti quanti indiscriminatamente. Lo stesso avviene sul piano politico: dire che "sono tutti uguali" non corrisponde a una informazione perlomeno decente, né a diffondere opinioni ragionate e ragionevoli. Vuol dire soltanto parlare per frasi fatte, riflettendo sul nulla, del nulla e per nulla. Riflettere vuol dire analizzare, e dall'analisi trarre conclusioni sensate, non parlare per stereotipi. Obiettivamente, le conclusioni non possono ridursi a quel "sono tutti uguali". Perché in questo paese, anche ai vertici, c'è una marea di ladri e truffatori, è vero. Ma c'è anche una marea di persone oneste (tutti i milioni, per esempio, che vivono del loro lavoro, battagliando giorno per giorno e pagando le tasse fino all'ultimo euro; o, per fare un altro esempio, tutti coloro che si dedicano al volontariato o all'assistenza delle persone che ne hanno bisogno).
2. decreto intercettazioni
La tendenza (e la volontà di SB in persona), se ce la faranno a varare la manovra finanziaria in tempi brevi, è quella di metterlo, subito dopo, in discussione alla Camera. Qui, innegabilmente, "gioca" l'influenza di Fini, che occorre ricordare è un uomo del Pdl, addirittura il co-fondatore (dopo aver dichiarato ai quattro venti che in quella pagliacciata – il Pdl – non sarebbe mai entrato). Fini è uomo di destra (magari con la faccia meno feroce della destra berlusconiana/cicchittiana, ma sempre – e da sempre – di destra). Un "fascista in doppiopetto" come è stato efficacemente, e in modo illuminante, definito in qualche libro finalmente non agiografico. Che poi la sua faccia sia "meno feroce" è tutto da dimostrare se è vero come è vero che insieme a Bossi è l'estensore di quell'obbrobrio che è la legge sull'immigrazione. E che i suoi "fedelissimi" hanno votato tutto, ma proprio tutto, compresa la quarantina di leggi ad personam (costituzionali e anticostituzionali che fossero), e il pacchetto sicurezza comprendente norme decisamente razziste. E questi sono fatti, non esercizi da parolai, di destra o di sinistra che siano. Il fatto che Fini sia "istituzionalmente corretto" (che non è altro che suo preciso dovere) non autorizza ad assumerne acriticamente le posizioni. Siamo tutti talmente assuefatti alla scorrettezza istituzionale (vedi l'ultimo gravissimo episodio della nomina a ministro di un ex galeotto come Brancher) da ritenerla ormai "la norma", e tanto piacevolmente stupiti dalla cosiddetta correttezza di Fini da pensare che possa essere il "salvatore della patria"? Ma mi facciano il piacere... come diceva il principe De Curtis. Fini è presidente della Camera e ha anche una pedina nella Commissione giustizia, che, di suo, ha già provveduto ad allungare i tempi di lavoro della Commissione stessa. Ciò non toglie che se anche il ddl dovesse andare in discussione alla Camera in settembre, qualsiasi schifezza esca (compresa quella di ricorrere alla "fiducia") gli uomini di Fini la voterebbero. O no?
3. la lezione dei lavoratori di Pomigliano
Non mi ha sorpreso più di tanto l'atteggiamento di Marchionne dopo l'esito del referendum Da quando il mondo è stato industrializzato, e poi globalizzato, il gioco del padronato è stato sempre lo stesso. In questo caso, poi, Marchionne (che è anche giocatore di poker) ha tentato molto abilmente un bluff che ha avuto per lui, sia pure non totalmente, un esito altamente negativo e controproducente. Per mia forma mentale sono sempre "dalla parte dei lavoratori". So perfettamente che tentare di dividerli e a ricattarli sono miserabili armi a cui i padroni (perfino i più illuminati com'erano, ai tempi, Olivetti, Pirelli o Feltrinelli) non sapranno mai rinunciare. E i lavoratori occorre anche provocarli e, in ultima battura diffamarli, quanto meno per mostrare all'opinione pubblica come e quanto siano "fetenti". Così si sono sprecate le insinuazioni sui lavoratori di Pomigliano. E c'è chi si è sentito in dovere di capirne di più, di verificare se fossero vere le dicerie: si vergognino. E' la stessa operazione che si fa per addossare la responsabilità di una "morte bianca" allo stesso lavoratore che ne è rimasto vittima. Come se non si sapesse che nei cantieri e nelle fabbriche il controllo sui lavoratori è continuo, costante, invasivo: i lavoratori erano schedati negli anni cinquanta (quando un licenziamento avveniva soltanto perché un operaio aveva in tasca "l'Unità") e sono schedati tuttora. In barba a tutti gli Statuti dei Lavoratori che si possono scrivere o tentare di cancellare. E i cosiddetti sistemi di sicurezza spesso sono obsoleti, se non assenti del tutto. Ma quando un lavoratore sciopera per difendere i propri diritti con l'unico mezzo che si ritrova a disposizione, occorre – per i padroni – dire che è un lavativo o un assenteista; quando muore, che era uno disattento o che rifiutava le protezioni.
Ma a Pomigliano, il plebiscito pro-Fiat è fallito: troppi operai, "quelli che devono faticare in turni crescenti e pause calanti, ha detto no. Nonostante il clima di intimidazione e il ricatto.
E' un fatto clamoroso che conferma il valore della scelta della Fiom di non firmare. Ora è più forte la difesa del Contratto nazionale, dei diritti e della Costituzione. Il coraggio dei tanti operai che hanno rifiutato il ricatto Fiat si trasmette a noi e a tutto il mondo del lavoro per continuare. Il diritto al lavoro e i diritti del lavoro non possono, non devono essere posti in alternativa tra loro." [Giorgio Cremaschi]

Ciao, caro Salvatore, e scusa la lunghezza...
Buona domenica da Angela

Scritto da: angela | 26/06/2010

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