14/07/2009
IO PER SCU8 MANINARTE 2009
Nell’arte si sceglie una strada tra le tante possibili. Che poi la si chiami ricerca,sperimentazione o tradizione cambia poco. Si sceglie un percorso e si procede. Si costruisce, nell’incedere, uno spazio idoneo dove poter dire quello che si ha da dire. Il nostro sentiero parte da una volontà di scambio perenne,di apertura al nuovo ma di attenzione al passato. Siamo convinti ,e proviamo a dimostrarlo oggi, che modernità e tradizione possono catalizzarsi nell’ opera d’arte. Senza preclusioni reciproche. Queste le lasciamo ad alcuni specialisti di penna che hanno bisogno di tenere insieme un loro disegno il quale ,talvolta, si sovrappone alla realtà vivace e propositiva degli artisti. Abbiamo incrociato i maestri,quelli veri,che hanno consigli preziosi da farsi rubare. Con Nicola Russo, maestro d’arte e di vita,abbiamo imparato la più bella lezione. Guardare ammirati le cose fatte “in un'altra maniera”. Con lui ,nel 2000,abbiamo costruito la grande Macchina da Guerra e fuso,ma non confuso, l’artigianato artistico con la grandezza del linguaggio d’arte più raffinato. Siamo partiti da li e abbiamo continuato,lavorando ogni giorno con le mani nell’argilla e gli occhi rivolti al mondo che ci circonda. La fatica giornaliera è il nostro segreto,la mente aperta è la nostra bussola. Ci emozioniamo al cospetto del Cristo Velato del Sammartino e con lo stesso sentimento guardiamo la pecora in formaldeide di Damien Hirst. L’emozione è raccolta e riconsegnata nel nostro fare che insegue,nella libertà obbligatoria dell’arte,l’opera senza tempo. Infinita.
SALVATORE SCUOTTO
10:06 Scritto da: artista1969@v in arte | Link permanente | Commenti (7) | Segnala | Tag: arte contemporanea, fratelli scuotto, napoli, opera d'arte, la scarabattola, 2009 | OKNOtizie |
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29/06/2009
MARIO GELARDI per SCU8 maninarte 2009
Con Mario abbiamo diviso le emozioni liceali da compagni di banco.Poi vent’anni e più ci hanno separato.Il web ci ha permesso di ritrovarci un giorno e da allora la nostra amicizia è divenuta ancora più forte dei nostri ricordi.Abbiamo già fatto delle cose insieme e ci ripromettiamo di collaborare laddove una buona idea ci potrà tenere insieme.A lui chiesi di scrivere quello che pensava del nostro lavoro per inserirlo nel catalogo della mostra.Le sue parole,schiette e sincere,rendono ancora più ambiziosa la nostra opera.
Confesso.
Sono colpevole.
Ho molti pregiudizi verso tutto quello che sa vagamente di tradizione e, in particolare di “tradizione napoletana”, cerco sempre di evitarla, scappo a gambe levate ai primi versi di una poesia che ricorda quanto è bella la città di una volta o ad una conversazione sulla bontà della nostra acqua che rende tutto più speciale.
La tradizione che diventa tradizionalismo, mi inquieta. Così quando passeggio per Via dei Tribunali o per San Gregorio Armeno, la presenza dei “nuovi pastori”, fantasmi impolverati di quelli del settecento, non mi emoziona affatto. E’ come vedere un pittore che incessantemente replica le opere di Caravaggio.
Questi timori svaniscono davanti alle opere dei fratelli Scuotto, a loro non manca la maestria di chi deve lavorare con il piccolo, con il particolare, non manca la capacità manuale che trasforma l’artigianato in arte pura, libera da vincoli ma tra quella moltitudine di mani, il pastore si asservisce alla fantasia degli scultori , trasmuta e va oltre l’immaginario classico.
Il classicismo viene come interrotto, già dalla scelta dei soggetti che è sempre originale anche quando modellano figure classiche, c’è sempre un particolare che sposta le loro opere oltre la consuetudine. Ed è questo che mi colpisce, questa capacità di andare oltre il banale, il già visto, conservando una sincerità creativa rara.
Lo sguardo.
Lo sguardo delle opere dei fratelli Scuotto è sempre proiettato lontano, è come se quei volti fossero attirati da una luce distante, quella luce che pare dar vita ai visi di terracotta. Una luce cha arriva alle mani tese e a volte contorte, artigli sulla realtà nuda e cruda. Un dinamismo dei corpi e degli arti che sembra mettere le opere sempre in un continuo stato di fuga di incertezza del presente.
Diavoli sirene e schiavi, figure di Desimoniana memoria, rielaborazioni di classici dell’arte, la “riscrittura” della maschera di Pulcinella. Temi rinnovati in questa mostra in cui si rigenera l’arte come per il “Pulcinella velato” che dissacra il Cristo a cui si ispira o il bacio “tra uomini” che si contorcono nella creta e dalla creta nascono. Ancora una volta restiamo sorpresi davanti alla fantasia di queste opere, pronti a lasciarci stupire ancora una volta.
Mario Gelardi
23:12 Scritto da: artista1969@v in arte | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: arte contemporanea, mario gelardi, fratelli scuotto, napoli, opera d'arte, la scarabattola, 2009 | OKNOtizie |
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28/06/2009
SCU8 maninarte 2009-riprese inaugurazione
18:12 Scritto da: artista1969@v in arte | Link permanente | Commenti (5) | Segnala | Tag: arte contemporanea, fratelli scuotto, napoli, opera d'arte, la scarabattola, 2009 | OKNOtizie |
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